Sesso, compagnia e ostentazione. Sono queste le caratteristiche principali dello Sugar dating, una relazione tra un uomo facoltoso ed una donna, basata sul denaro e sui regali.
Si tratta di una pratica sempre più diffusa che non si basa solo sul sesso. Molte volte gli Sugar daddy infatti si iscrivono alle chat e ai siti specializzati cercando semplicemente della buona compagnia.
Gli Sugar daddy sono letteralmente i papà di zucchero, paparini facoltosi, in genere uomini di certa esperienza e caratura sociale ed economica, che ricercano donne da compagnia, le cosiddette Sugar Baby.
Lo Sugar dating però non è soltanto una relazione di sesso, non di rado infatti gli uomini cercano compagnia per combattere la solitudine, per i più disparati motivi.
Le ragazze di zucchero possono per esempio accompagnarlo in un viaggio di lavoro, a una cena d’affari, ma anche al matrimonio di un amico per creare un po’ di invidia tra gli ospiti. C’è chi invece fa regali per il solo piacere di ricevere delle piccole attenzioni in privato, lontano da occhi indiscreti. Insomma di motivi ce ne sono infiniti.
Che non sia una moda passeggera lo dice anche il fatto che la musica ci ha costruito sopra parecchio, e da molto prima che esistessero le app. Una canzone intitolata Sugar Daddy l’hanno incisa i Jackson 5 nel 1971, i Fleetwood Mac nel 1975, i Thompson Twins nel 1989. Più di recente ci sono tornati D’Angelo e Macy Gray, e il musical Hedwig and the Angry Inch ne ha fatto uno dei suoi pezzi più noti, poi finito anche nel film del 2001.
Al cinema il tema è arrivato più tardi, ma con lo sguardo ribaltato. Sugar Daddy, film canadese del 2020 diretto da Wendy Morgan, racconta di una giovane musicista che si iscrive a un servizio di incontri a pagamento per potersi mantenere mentre compone. Il dettaglio che conta: la sceneggiatura è scritta dalla stessa attrice protagonista, Kelly McCormack. Non è la vittima raccontata da qualcun altro, è una che si racconta da sé — e il film ha vinto due Canadian Screen Awards su tre candidature.
È più o meno la stessa cosa che succede da qualche anno su TikTok, dove le sugar baby spiegano come funziona invece di lasciare che lo spieghino gli altri. Con quale credibilità è un altro discorso, ma il punto è che la narrazione ha cambiato mano.
Dove sono in Italia?
Anche in Italia questo fenomeno si sta diffondendo, come vedete dalla piantina qui sotto che evidenzia le regioni dove maggiore è la ricerca su questo tema:
La regione principale che guida la classifica degli amanti dello sugar dating è il VENETO, con subito a seguire LOMBARDIA, TOSCANA e UMBRIA.
Detto questo, arriviamo al punto. Se cerchi su Google “come trovare uno sugar daddy” trovi sempre lo stesso articolo: iscriviti a un sito, metti delle belle foto, sii te stessa. Grazie tante.
Il fatto è che trovarli non è mai stato difficile. Su qualsiasi piattaforma di sugar dating ci sono più uomini che donne, e nella prima settimana riceverai più messaggi di quanti tu ne possa leggere. La parte complicata viene dopo: capire quali di quegli uomini sono davvero quello che dicono di essere, e come si arriva a un accordo che regga.
Queste sono le cinque cose che nessuno scrive.
1. Dove cercarli fa più differenza di come ti presenti
Instagram e TikTok sono pieni di uomini che si spacciano per sugar daddy. Sono anche il posto dove si concentra la quasi totalità delle truffe, per un motivo semplice: lì chiunque può scrivere qualsiasi cosa, non c’è verifica, e sparire costa zero.
Su Tinder e sulle app generaliste il problema è diverso ma non migliore: chi cerca una relazione di questo tipo ci arriva di straforo, spesso senza volerlo dichiarare, e la conversazione parte da un equivoco.
Le piattaforme dedicate funzionano meglio non perché gli uomini siano più ricchi, ma perché il contesto è dichiarato. Nessuno deve spiegare cosa cerca, i profili passano da una moderazione, e chi prova a fare il furbo viene segnalato in fretta. In Italia il riferimento è Sugar Daddy Italia, uno dei principali del settore, dove l’iscrizione per le ragazze è gratuita e i profili vengono controllati prima di andare online.
Regola pratica: se una piattaforma ti chiede soldi per iscriverti come sugar baby, non è una piattaforma seria. Le donne non pagano mai, da nessuna parte.
2. Il profilo che attira i daddy veri non è quello che pensi
C’è un errore che fanno quasi tutte all’inizio: costruire un profilo che urla lusso. Foto in posa, luoghi costosi, descrizione che elenca cosa ci si aspetta di ricevere.
Il risultato è l’opposto di quello sperato. Un uomo che ha davvero disponibilità economica non ha bisogno che tu gli ricordi quanto costa una borsa: quel tipo di profilo attira i millantatori, quelli che vogliono sembrare all’altezza e non lo sono, e che spariranno alla prima richiesta concreta.
Quello che funziona è più noioso e molto più efficace. Foto normali, fatte bene, in cui si capisce che faccia hai — una cena fuori, un viaggio, un ritratto. Una descrizione che dice chi sei e cosa stai facendo della tua vita: studio questo, lavoro qui, mi piace quest’altro. Sul cosa cerchi, una riga secca come “cerco un rapporto chiaro con un uomo maturo” basta e avanza.
3. La prima conversazione è un filtro, non un corteggiamento
Qui si gioca tutto, e qui quasi nessuna ci arriva preparata.
I primi messaggi non servono a piacergli. Servono a te, per capire se ha senso andare avanti. Tre domande, poste con naturalezza nell’arco di qualche scambio, ti dicono praticamente tutto.
Che lavoro fai? Non per curiosità. Un uomo che ha davvero una posizione risponde in due parole e senza imbarazzo. Chi è vago, chi dice “faccio investimenti” e cambia discorso, chi si offende perché “non dovrebbe importarti”, quasi sempre non ha niente.
Hai già avuto rapporti di questo tipo? Serve a capire con chi hai a che fare. Un veterano sa come funziona ed è più diretto sugli accordi. Uno nuovo è più incerto ma spesso più generoso, perché ci tiene a far bene. Nessuna delle due risposte è sbagliata: cambia solo come ti muovi tu.
Quando ci vediamo? È la domanda che smaschera più gente di tutte. Chi rimanda con scuse elaborate — sono all’estero, ho un progetto delicato, ne parliamo tra due settimane — nove volte su dieci non esiste. Un uomo reale che ti trova interessante propone un aperitivo entro pochi giorni.
4. Il discorso dei soldi si fa prima, non dopo
È la parte che mette più a disagio, e il disagio è esattamente il motivo per cui tante finiscono per non farlo. Poi si ritrovano dopo tre uscite senza aver stabilito niente, e a quel punto tirarlo fuori diventa dieci volte più imbarazzante.
La conversazione va fatta prima del primo incontro, in chat, quando ancora non c’è nulla di emotivo in ballo. Non serve un discorso: basta una frase.
“Prima di vederci preferisco essere chiara su come mi piace che funzionino queste cose, così evitiamo malintesi.”
Un uomo serio apprezza. È abituato a trattare, e la chiarezza gli semplifica la vita quanto a te. Chi si offende, chi dice che “così sembra una transazione”, chi risponde che “prima dobbiamo conoscerci” — sta guadagnando tempo perché non ha intenzione di dare niente.
Sui numeri: la forma più comune in Italia è un aiuto mensile fisso, che per una frequentazione regolare di due o tre uscite si muove tra i 500 e i 1.500 euro. Chi preferisce i regali al contante arriva a valori simili ma meno prevedibili. I rapporti con cifre superiori, viaggi o appartamento pagato esistono, ma sono una minoranza.
Stabilisci anche il resto: quante volte al mese, che tipo di uscite, cosa non sei disposta a fare. Sono cose che si dicono in cinque minuti e che ti evitano mesi di equivoci.
5. Finiscono tutti. Meglio saperlo prima
Questa è la cosa che non trovi scritta da nessuna parte, e forse è la più importante.
I rapporti di sugar dating hanno una durata media di pochi mesi. Non è un fallimento, è la natura della cosa: lui a un certo punto ha altri impegni, tu finisci gli studi o incontri qualcun altro, oppure semplicemente si esaurisce. Le storie che durano anni esistono ma sono l’eccezione.
Il che significa una cosa molto pratica: non costruirci sopra la tua vita economica.
La ragazza che si è licenziata perché tanto ci pensa il daddy, che ha preso un appartamento più caro contando sull’aiuto mensile, che ha smesso di cercare lavoro — quando finisce si ritrova nei guai. E finisce, sempre.
Chi si trova bene in questo mondo lo tratta per quello che è: un’entrata in più che copre l’affitto o le tasse universitarie mentre lei costruisce altro. Non un progetto di vita.
Rischiare di innamorarsi?
A volte è difficile distaccarsi da ciò che sta realmente accadendo. Non di rado gli uomini facoltosi finiscono per innamorarsi, o comunque per volere un gran bene a chi gli è stato vicino in alcuni momenti. E capita anche il contrario, molto più spesso di quanto si racconti.
Fai attenzione a tenere a freno il cuore e cerca di usare la testa. Non perché non possa nascere qualcosa di vero — succede — ma perché confondere l’affetto con l’accordo è il modo più veloce per rovinare entrambi.
Le bandiere rosse, in ordine di frequenza
Il tipo che in gergo chiamano salt daddy — promette tutto, non dà niente — è più comune del daddy vero, e si riconosce sempre dalle stesse cose.
Ti chiede soldi, in qualsiasi forma. Una carta regalo “per attivare il bonifico”, un anticipo, i dati del tuo conto, un codice arrivato per SMS. Non esistono eccezioni e non esistono spiegazioni valide: se ti viene chiesto un euro, è una truffa. Chiudi e blocca.
Parla di cifre enormi al primo messaggio. Cinquemila al mese scritti da uno che non ti ha ancora vista in faccia sono l’esca. I daddy veri sono cauti sui numeri, perché sanno cosa costano.
Vuole spostarsi subito su WhatsApp o Telegram. Fuori dalla piattaforma non c’è moderazione, non c’è segnalazione, non c’è traccia. Resta dove sei finché non lo hai incontrato.
Manda foto di conti bancari o bonifici. Si falsificano in trenta secondi con un editor. Un uomo con soldi veri non ha bisogno di dimostrartelo con uno screenshot.
Insiste per vedersi a casa sua la prima volta. Il primo incontro si fa in pubblico, punto. Un aperitivo, un pranzo, un caffè. Chi non accetta questa condizione ti sta dicendo qualcosa di importante su di sé.
In sintesi
Trovare uno sugar daddy è la parte facile. Trovarne uno vero, mettersi d’accordo prima invece che dopo, e non farci dipendere la propria vita: quella è la parte che distingue chi ci si trova bene da chi ci rimette.
Il resto sono foto e fortuna.
Ciao sono Adana Ho provato il sito che suggerite ed in effetti devo dire che ha funzionato ho incontrato un uomo affascinante e ricco che mi coccola!
Salve sono Marco da Roma mi sono iscritto al sito che consigliate e mi trovo benissimo, ho gia trovato ue sugar girl bellissime ma ho un problema che non riesco a risolvere, vorrei effettuare un upgrade la mio profilo e non riesco potete dirmi l’indirizzo dell’assistenza del sito non lo trovo e n on sono molto esperto grazie.